I Rosoni

Il rosone è l’occhio luminoso attraverso il quale Dio sbircia cosa fanno i suoi fedeli, raffigura l’eterna ruota del tempo al cui centro siede Gesù!
Nel medioevo dopo tutta una giornata nei campi a zappare l’unica cosa da fare a casa era di sdraiarti su un letto fatto di paglia a guardare le travi di legno annerite dal fumo del camino, altro che Instagram e TikTok…
Le uniche immagini luminose, se le volevi vedere, le potevi trovare solo in chiesa. Ora immaginatevi essere a quei tempi e di entrare nella Basilica di san Francesco, alzi lo sguardo e vedi una finestra luminosissima, fatta di disegni intricati e vetri colorati luminosissimi, la bellezza doveva essere travolgente, una sensazione mistica, quasi di verità divina.
Forse nasce da qui la credenza che se una persona posseduta dal diavolo avesse visto una di queste finestre delle meraviglie non avrebbe retto alla bellezza e sarebbe impazzito. Si sa, il diavolo è il padre delle menzogne mentre la bellezza è sempre la madre una delle madri della verità.

I rosoni sono tra gli elementi caratteristici dell’architettura gotica. Con l’invenzione dell’arco a sesto acuto ora le chiese sono aeree, si spingono verso il cielo con le loro alte guglie, torri e archi ad ogiva; ma la loro leggerezza è data anche dalla presenza di molte finestre. Ecco che fa la sua apparizione sua maestà: Il Rosone. Si tratta di immense ruote che sembrano divise da raggi formando forme di fiori o stelle. Se già dall’esterno possiamo apprezzarne la loro bellezza, vedendoli dall’interno delle chiese si trasformano in gioielli di vetro di mille colori inondati dalla luce del sole.

San Francesco

Basilica di San Francesco

La Basilica di San Francesco, iniziata nel 1228 da Gregorio IX e completata nel 1253 sotto Innocenzo IV, non solo fu fondamentale per la diffusione dello stile gotico in Italia, ma divenne immediatamente un luogo di pellegrinaggio e devozione popolare.
Nella chiesa superiore, la luce filtra attraverso grandi finestroni gotici lungo la fascia alta della navata e dell’abside, intensificata dal rosone centrale della facciata. Quest’ultimo rappresenta un capolavoro di semplicità e simmetria, in linea con la spiritualità francescana. La facciata, tripartita orizzontalmente da tre cornici con mensole e sormontata da un timpano triangolare, ospita il portale gemino e il rosone doppio, un’opera unica per il suo disegno e le sue decorazioni cosmatesche.
Con un diametro di 7,5 metri e un’altezza di 15 metri, questo rosone è il più grande del Centro Italia. Le sue decorazioni in intarsio cosmatesco, che richiamano la tradizione romana, sono arricchite dai rilievi dei simboli dei quattro Evangelisti: l’aquila per Giovanni, il leone per Marco, il toro per Luca e l’angelo per Matteo, simboli che conferiscono al rosone un valore spirituale e iconografico particolarmente significativo. Ogni dettaglio architettonico, dalla struttura circolare alle intricate decorazioni, è studiato per creare un effetto di luce che guida lo sguardo dei fedeli verso l’alto, in un richiamo all’eternità.
Considerato un elemento che incarna perfettamente la fusione tra arte e teologia, il rosone non solo illumina fisicamente la chiesa, ma simboleggia anche la luce divina che si irradia sui fedeli. Entrando nella Basilica, i pellegrini e i visitatori si trovano immersi in un’atmosfera di contemplazione e di silenzioso raccoglimento, resa ancora più intensa dalla presenza del rosone che, con i suoi colori e la sua geometria, racconta di una bellezza ultraterrena, simbolo della purezza e della presenza divina.

San Rufino

Cattedrale di San Rufino di Assisi

Il Duomo di Assisi, noto anche come Cattedrale di San Rufino, è il principale luogo di culto cattolico della città e chiesa madre della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino. La cattedrale si erge nell’omonima piazza, originariamente una terrazza costruita in epoca romana, forse l’antico foro della città di Asisium.
La sezione centrale della facciata presenta tre elaborati rosoni, ciascuno riccamente decorato e circondato da sculture che conferiscono un profondo significato simbolico e spirituale. Attorno al rosone centrale si trovano rilievi con i simboli dei quattro Evangelisti, rappresentanti la trasmissione divina dei Vangeli. In basso, tre Telamoni — figure maschili scolpite — sembrano sorreggere il peso della facciata, simboleggiando forza e resistenza.
La facciata, completata alla fine del XIII secolo, riflette la transizione tra stile romanico e gotico. La sua coronazione triangolare è arricchita da un grande arco gotico, che forse ospitava un affresco o un mosaico, pensato per rafforzare il ruolo della cattedrale come punto di riferimento visivo e spirituale. Questo disegno unisce eleganza austera e ornamenti delicati, creando una facciata imponente e, allo stesso tempo, accogliente.
Alla sinistra della facciata si innalza il maestoso campanile romanico, in gran parte conservato dall’epoca del vescovo Ugone. Questa torre, una delle strutture più antiche del complesso, mantiene una presenza architettonica potente, con la sua forma robusta e la cella campanaria decorata con doppie bifore, che lasciano filtrare la luce e creano un ritmo architettonico armonioso. Il campanile non solo funge da punto di riferimento visivo per la cattedrale, ma ospita anche le campane, il cui suono risuona in tutta Assisi, scandendo il tempo liturgico e richiamando i fedeli alla preghiera, a testimonianza del ruolo centrale della cattedrale nella vita spirituale della città.

Santa Chiara

Basilica di Santa Chiara

La chiesa fu costruita, dopo la morte di Santa Chiara, tra il 1257 e il 1265, attorno all’antica chiesa di San Giorgio, che fino al 1230 aveva custodito le spoglie mortali di San Francesco. Questo luogo, caro ai fedeli, rappresentava già un importante punto di riferimento spirituale, e la costruzione della nuova chiesa in onore di Chiara sottolineava la profonda devozione della città di Assisi per la santa.
Le spoglie di Santa Chiara furono traslate solennemente nella nuova chiesa già nel 1260, mentre la consacrazione ufficiale avvenne nel 1265 alla presenza di Papa Clemente IV, un evento che conferì alla chiesa una particolare dignità e importanza. Il progetto fu affidato all’architetto Filippo da Campello, la cui maestria diede vita a un’opera di grande raffinatezza, capace di unire architettura e spiritualità. La cripta, che oggi ospita la tomba della santa, venne aggiunta soltanto nel 1850, quando vennero compiuti nuovi scavi per accogliere i fedeli in visita alla tomba, aumentando così il valore devozionale del complesso.
L’architettura della chiesa è in stile gotico, con slanciate volte a crociera e un’eleganza sobria che richiama molto da vicino la quasi contemporanea basilica superiore di San Francesco d’Assisi. Gli archi acuti, i pilastri e le ampie superfici murarie riflettono l’influenza del gotico francese, interpretato però con sobrietà e rigore, in accordo con lo spirito francescano di semplicità. La facciata, con i suoi elementi austeri ma armoniosi, è un invito alla meditazione e alla preghiera, rispecchiando lo stile di vita di Chiara, fondato sulla povertà e sulla contemplazione.
All’interno, la luce entra attraverso grandi finestre, creando un’atmosfera suggestiva che invita alla riflessione. Ogni dettaglio architettonico, dalle linee gotiche alla struttura della navata, è concepito per elevare lo spirito, accompagnando i fedeli in un percorso di devozione e raccoglimento che trova il suo culmine nella cripta, dove riposa la santa, un luogo che per secoli ha attratto pellegrini da ogni parte del mondo.

San Pietro

San Pietro - Chiesa

La Chiesa di San Pietro, situata nella piazza omonima di Assisi, è un antico luogo di culto cattolico, costruito sopra un’area che un tempo ospitava una necropoli romana. La sua fondazione risale al X secolo per opera dei monaci benedettini, e l’edificio ha subito vari rimaneggiamenti nel corso dei secoli fino alla sua ricostruzione definitiva nel XIII secolo, che riflette in modo evidente le caratteristiche architettoniche tipiche dell’Ordine benedettino. La presenza del monastero è documentata con certezza già dal 1029, e le parti più antiche della chiesa risalgono a questo periodo, conferendo alla struttura un fascino storico intramontabile.
L’esterno della chiesa si distingue per la sua imponente facciata romanica, realizzata in pietra rosa estratta dal Monte Subasio, una scelta che le conferisce un aspetto luminoso e un carattere profondamente legato al territorio umbro. La facciata è ornata da tre rosoni, posizionati in corrispondenza dei portali, che apportano una delicata eleganza alla struttura e contribuiscono a inondare l’interno di luce naturale. In origine, la facciata culminava in un timpano, abbattuto in seguito al terremoto del 1832, che ha lasciato tracce evidenti nella storia architettonica della chiesa.
Le due fasce della facciata sono separate da un cornicione ad archetti pensili, un dettaglio ornamentale che alleggerisce la struttura, creando un elegante ritmo visivo. Il portale centrale, imponente e solenne, è affiancato da due leoni ruggenti scolpiti, simboli di forza e protezione che, secondo la tradizione medievale, avevano anche una funzione apotropaica per allontanare gli spiriti maligni. Questi dettagli scultorei arricchiscono ulteriormente il valore artistico della chiesa, che si presenta come una sintesi armoniosa tra austerità benedettina e raffinata decorazione romanica.

Nella sua parte antistante, culmina con una cornice marcapiano dove corre una lunga iscrizioneː PASTOR PETRE GREGIS FIDELISSIME REGIS. HIC FIDEI PURE POPULUS STANS SIT TIBI CURE. HOC OPUS EST ACTUM POST PARTUM VIRGINIS FACTUM. MILLE DUCENTENI SUNT OCTO SEXQUE DENI. TEMPORE ABBATIS RUSTICI.

Le opere artistiche di Artigianato Assisano da esporre nella vostra casa

Partendo dal concetto del Rosone assisano, abbiamo realizzato una serie di opere che tentano di omaggiare Assisi e il suo retaggio culturale. Non saranno semplici oggetti decorativi, bensì vere e proprie opere tattili, che le persone potranno non solo ammirare, ma anche toccare con mano, per apprezzarne i dettagli e l’abilità artigianale che li caratterizza. Questi Rosoni potranno essere esposti nelle case, divenendo piccoli frammenti d’arte che permettono di portare con sé un pezzo autentico di Assisi, capace di rievocare la bellezza e la spiritualità della città ovunque.

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